sabato 17 maggio 2008
GRAZIE!
volevo solamente ringraziare le persone che hanno strumentalizzato la morte di Nicola.
Durante la manifestazione "pacifica" è stata distrutta solamente una vetrina; per fortuna nessun morto, nessun ferito. Grazie di cuore a quanti hanno gettato benzina sul fuoco, a quanti, seduti comodamente sulle poltrone dei salotti televisivi, hanno voluto ergersi giudici supremi e omniscenti di un fatto vergognoso di cronaca nera.
Grazie.
martedì 13 maggio 2008
Budapest: tra Occidente ed Oriente

“…mi sembra un luogo meraviglioso…ne ho ricevuto l’impressione che ormai stessimo lasciando l’Occidente per entrare in Oriente. Il più occidentale dei ponti sul Danubio, che qui è di nobile ampiezza e profondità, ci ha riportati alle tradizioni della dominazione turca”.
Così descrive Budapest Bram Stoker nel suo celebre Dracula.
Come inviato del “Piave” ho avuto anch’io le stesse sensazioni; l’attualità delle poche parole utilizzate da Stoker mi ha particolarmente colpito. L’anno non è più il 1897; presto l’Ungheria entrerà a far parte dell’Unione Europea, l’impero Austro-Ungarico si è dissolto dopo
Budapest, tuttavia, non è solo questo. La modernità e la cultura del divertimento costituiscono solo il guscio di una città che guarda la bellezza della libertà solo dal 1989. Ma dove troviamo l’Oriente in Budapest? Perché la descrizione di Stoker ci appare così lontana ma, allo stesso tempo, così odierna? Nei luoghi di culto mi sono imbattuto più volte in quelle raffigurazioni sacre che ricordano moltissimo Costantinopoli. Il ricordo dei re che per molto tempo hanno combattuto contro l’invasione turca è vivo nel folklore locale. In molte occasioni si deve contrattare sul prezzo; taxi e cambio moneta sono gli esempi più comuni; la contrattazione è tipica dei paesi orientali. Il passato è ancora vivo in Budapest, triste o glorioso che sia. Santo Stefano, patrono dell’Ungheria, è raffigurato sempre con spada e scettro… i Santi dell’Est Europa sono in gran parte condottieri che hanno contrastato la “mezzaluna”.
lunedì 5 maggio 2008
Morire per nulla...

In realtà il pestaggio di Verona non dovrebbe essere dettato da moventi politici. Lo stesso Procuratore ha ribadito questo in conferenza stampa. Ho usato volontariamente il condizionale; l'inchiesta è ancora in corso e, a differenza di altri, cerco di attenermi ai fatti...
Tutto ciò non ha senso; la morte di un giovane veronese, l'uso indiscriminato dei media nella ricerca dell'audience, la strumentalizzazione politica. Il povero Nicola è diventato un semplice casus belli. Insinuazioni, teorie, articoli orripilanti di comodo politico non fanno altro che infangare, accusare, mentire...
Gad Lerner scriveva ieri sul sito del Partito Democratico: "Se la vittima del pestaggio di Verona fosse stato uno straniero anziché il povero Nicola Tommasoli, un giovane dei “nostri”, oggi la città vivrebbe il medesimo turbamento? Ne dubito, visto lo scarso rilievo attribuito finora alle scorribande contro gli immigrati perpetrate sistematicamente da anni in quel territorio dal “Fronte Veneto Skinheads” e da altre squadracce fasciste e padane, sedicenti cristiane o pagane, nel nome della lotta contro la società multietnica..."
Caro Lerner, se il pestaggio fosse avvenuto a Bologna, avrebbe scritto lo stesso? Pestaggi e violenze avvengono anche in altre città; a compierle sono anche i centri sociali... eppure non ho visto articoli firmati Gad Lerner in occasioni anche recenti...
Le ricordo il pestaggio a Padova di Gabriele Meneghetti e Michele Costabile; due ragazzi picchiati perchè erano di AN. Non ho visto articoli firmati da Gad Lerner...
Nicola è stato ucciso da ragazzi ventenni... è stato ucciso da dei poveretti soli, ignoranti, vittime di una società malata non più in grado di garantire i valori elementari del rispetto della vita e della dignità umana.
Tutti gli estremismi sono il frutto dell'ignoranza e della negazione della realtà; l'idea che diventa Verità, la violenza come metodologia di confronto. La gravità del fatto risiede nel movente dell'azione che ha causato la morte di un ragazzo; come riferisce il Procuratore tutto è nato da una sigaretta.
Walter Veltroni:
Una vicenda, quella di Verona, che sta assumendo contorni sempre più inquietanti e sta scuotendo l’opinione pubblica, non solo di una città il cui nome è ormai tristemente associato a contesti sociali estremamente critici, ma dell’intero Paese. L’aggressione di Tommasoli, oltre che rappresentare una manifestazione di folle, inaudita e ingiustificata violenza, sembra essere la punta di un iceberg ben più ampio e pericoloso che, specie nel nord-est d’Italia, si sta identificando con la crescita ed il radicamento sociale di movimenti che fanno esplicito riferimento ad ideologie e pratiche neonaziste e neofasciste.
Il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni domenica 4 maggio a poche ore dall'aggressione non aveva usato
giri diparole per condannare l’accaduto e per lanciare un appello affinché non si abbassi la guardia contro un fenomeno che rischia di propagarsi in maniera sempre più ampia: “Siamo davanti ad una aggressione di tipo neofascista che non può e non deve essere sottovalutata. Esistono tante bande di questo tipo e ciò è tanto più pericoloso in un clima culturale e politico nel quale si vanno affermando principi di intolleranza e di odio verso i più deboli o addirittura una sottocultura di violenza e prepotenza talvolta persino mascherata sotto il falso concetto del farsi giustizia da soli. E’ importante che tutti i responsabili dell’aggressione di Verona siano assicurati alla giustizia ed è fondamentale l’impegno di tutti perchè non torni un clima di violenza politica e di insicurezza per i cittadini”.
La reputazione che ha Verona è macchiata da episodi che avvengono anche in altre città ...e non ho mai visto "bande di neofascisti" scorrazzare per Verona... dovrebbe imparare ad attenersi ai fatti. Gli intolleranti ed i violenti vanno fermati...ma tali energumeni non abitano solo a Verona o nel Nord est caro ex sindaco della città "dove tutti si vogliono bene". Lei si appella alle pene severe... ma non è compito della classe politica garantire che le leggi vengano attuate? Lei dice che Verona è tristemente associata ad "elementi sociali estremamente critici" legati anche all'ambiente ultras (traduco: estremismi)? Solo Verona caro Walter? Non mi sembra che la curva della Lazio sia tanto diversa con tutte quelle svastiche... e nemmeno i disordini che ogni tanto accadono fuori dall'olimpico...forse il neofascismo non esiste solo nel nord - est....
Dovrebbe ascoltare una persona che ammiro moltissimo anche se appartiene al suo schieramento politico... si legga la riflessione di Massimo Cacciari riguardo l'episodio...
Ma che importa...
Occorre portare l'acqua al proprio mulino... dare un colore alla violenza... dare un colore alle città...
La nostra città è in lutto, la famiglia di Nicola è in lutto, le famiglie di questi poveri disgraziati sono in lutto...
Nicola è diventato famoso non perchè vittima di una sigaretta rifiutata...
Nicola è famoso perchè è veronese, perchè a Verona la Lega ha il 33%, perchè è stato ucciso da ragazzi che saltuariamente andavano allo stadio in una curva ahimè tristemente famosa...
Fatti del genere accadono ogni giorno in Italia; eppure nessuno ne parla... eppure i consiglieri dell'opposizione (speciale "Chi l'ha Visto" di ieri) se ne escono dicendo che il centro di Verona è una "zona rossa" dove chi è "diverso" viene picchiato a sangue...
falso...
Nicola Tommaselli è morto senza motivo...
...il fallimento della nostra società.
martedì 22 aprile 2008
Alitalia Part 2...
Ecco che arriva il prestito ponte di 300 milioni di euro...
Un prestito che non verrà saldato perchè Alitalia non può garantire un utile; ecco perchè lo chiamereremo regalo... direttamente dall'infaticabile mammella dei contribuenti.
Ah dimenticavo...
Poichè si tratta di "aiuti di stato" aspettatevi una bella procedura per infrazione da parte di Bruxelles; già vedo il commissario ai trasporti Jacques Barrot che affila i coltelli... preparatevi a pagare anche questa cari concittadini...
Un prestito ponte per cosa? Non c'è niente sul tavolo! La seconda campata la facciamo sul mare?!
sabato 19 aprile 2008
117 US DOLLAR: il prezzo del benessere

Avete capito benissimo che sto parlando del petrolio...
Anzi in questo momento vi avverto che siamo arrivati a 116,45 dollari...
Non si ferma mai sto brent; vi basta sapere che nel giro di otto anni ha subito un rialzo del 400%.
In questi giorni la dichiarazione di Ahmadinejad: "il prezzo è ancora basso rispetto al valore del 1980; la svalutazione del dollaro porta solo vantaggio ai grandi paesi occidentali che fanno più soldi dei paesi produttori".
Non prendetemi per filo-iraniano ma le parole lunari del presidente hanno una parte di verità.
Effettivamente il dollaro debole penalizza i paesi produttori; il barile si paga in dollari...
la contromossa? si diminuisce (o si stabilizza) la produzione e si innalza il prezzo.
Le multinazionali comprano il barile ad un prezzo superiore...
la contromossa? Avete già capito; lo si vede dalla vostra faccia quando fate benzina.
Queste che vi ho appena elencato sono i comportamenti standard di due attori "forti" nel mercato. Ergo correggo la frase di Ahmadinejad: "...porta vantaggio sia ai paesi produttori, sia alle multinazionali di raffinazione".
Osserviamo più da vicino il comportamento di queste ultime...
Per giustificare l'aumento alla pompa si punta l'indice al prezzo del petrolio. Come tutti sanno questa è una concausa quasi irrilevante; questo, infatti, non giustifica l'aumento del carburante nei periodi festivi.
L'aumento del greggio passeggia allegramente con l'aumento del carburante.
Il ribasso del prezzo della benzina sembra un cane agonizzante, senza una zampa, che stenta a seguire quello del barile... Che sia speculazione?
Il diesel... strano quando non era ancora diffuso costava pochissimo...ora, al vertice, costa quasi come la benzina...
Abbiamo una situazione di speculazione al ribasso...
Abbiamo la ferrea legge del mercato (all'aumento della domanda corrisponde un aumento del prezzo) al rialzo. Cosa significa?
1) Si seguono le leggi del mercato solo nella fase di rialzo perchè la domanda sarà sempre in aumento e, conseguentemente, il profitto.
2) La speculazione interviene nella fase di ribasso per massimizzare il profitto; il meccanismo è sostenuto dalla concorrenza monopolistica (cartello) cioè l'accordo tra le multinazionali che mira ad una politica di non aggressione per garantire la stabilità di domanda singola che, altrimenti, verrebbe minata dai prezzi inferiori offerti da società dello stesso settore.
Alla luce di ciò è pacifico affermare che il tormentone "i prezzi aumentano perchè aumenta il petrolio" è in piccola parte vera ed in larga parte falsa.
Soluzioni?
Abbattere la domanda singola (non fare più benzina alla Shell, alla Esso, ecc.) ciò porterebbe all'abbassamento del prezzo in queste società e spezzerebbe la concorrenza monopolistica.
Soluzioni governativo-coercitive contro il cartello.
Se tutti passassero al gas o al metano si avrebbe, tuttavia, l'aumento di domanda e, conseguentemente, del prezzo.
Occorre colpire la domanda...ma questo è auspicabile solo dalla parte debole...cioè tutti noi.
Agli affari chi ci pensa?
F.M.
martedì 15 aprile 2008
Giordano (il Giornale): "voto alla Lega è voto utile di protesta"
Caro Giordano,
non condivido la sua opinione; lei classifica la preferenza alla Lega come un voto di protesta alla politica. L'elettore che ha scelto la Lega è una persona stanca del centralismo, dell'inefficienza fiscale e di spesa, del residuo fiscale a favore delle Regioni del Sud, del clientelismo imperante che stagna nei salotti capitolini. La protesta c'è ma non riguarda solo la politica in quanto tale; credo sia il dissenso verso un sistema socio-governativo che non premia il merito. Personalmente credo nel decentramento e nella responsabilità immediata degli organi elettivi garantita dal principio di sussidiarietà.
Il Carroccio è stato l'unico che ha tentato; ha sbagliato in più occasioni, ma ha avuto l'accortezza di capire. Il ministro Bassanini ha iniziato la lunga strada. Il referendum sul federalismo ha tentato il grande balzo...e Veltroni? Calearo capolista?
Veltroni al Nord ha sbagliato tutto. Non è una questione di tasse. Non è una questione di mera imprenditoria. Non è una questione di sicurezza (questi sono problemi presenti anche al sud e non specifici del nord). La questione è molto più complessa!
non condivido la sua opinione; lei classifica la preferenza alla Lega come un voto di protesta alla politica. L'elettore che ha scelto la Lega è una persona stanca del centralismo, dell'inefficienza fiscale e di spesa, del residuo fiscale a favore delle Regioni del Sud, del clientelismo imperante che stagna nei salotti capitolini. La protesta c'è ma non riguarda solo la politica in quanto tale; credo sia il dissenso verso un sistema socio-governativo che non premia il merito. Personalmente credo nel decentramento e nella responsabilità immediata degli organi elettivi garantita dal principio di sussidiarietà.
Il Carroccio è stato l'unico che ha tentato; ha sbagliato in più occasioni, ma ha avuto l'accortezza di capire. Il ministro Bassanini ha iniziato la lunga strada. Il referendum sul federalismo ha tentato il grande balzo...e Veltroni? Calearo capolista?
Veltroni al Nord ha sbagliato tutto. Non è una questione di tasse. Non è una questione di mera imprenditoria. Non è una questione di sicurezza (questi sono problemi presenti anche al sud e non specifici del nord). La questione è molto più complessa!
Il fatto che in una città come Verona un elettore su tre ha votato Lega Nord è sconcertante; significa che il centralismo non gode di alcuna fiducia.
La produttività del Nord viene sfruttata per riparare gli errori, per coprire i buchi delle inefficienze e dei "finanziamenti elettorali".
Il virtuosismo deve essere supportato con infrastrutture e non con imposizione fiscale che arriva al 46% (ammontare che poi non ritorna mai... ricordo i 15 miliardi di residuo fiscale della Regione Veneto... la Lombardia dovrebbe essere messa anche peggio).
Altro fatto consiste nella Meridionalizzazione della PA.
Non è una parola razzista... è solo una semplice constatazione (oltre che gergo tecnico usato dagli esperti del settore).
Il nord ha già pagato un conto tanto ingiusto quanto salato per le inefficienze (volute o non) della classe dirigente del sud.
Forse è una situazione che fa comodo.
Caro Giordano... questo è un voto di svolta; un grido d'orrore di una parte d'Italia sfruttata.
Lo so che sarò bollato come razzista, come antidemocratico, come completamente scemo (queste sono le dichiarazioni di alcuni "sconfitti"). Amen!
Questo e altro per la verità...
martedì 8 aprile 2008
Mamma Alitalia non può più sfamare i "cuccioli"...

Inevitabile. L'accordo con Air France è saltato. Le condizioni poste dal sindacato si sono rivelate irricevibili per Spinetta. Non passa nemmeno un giorno e già cori di proteste "scaricabarile" contro i sindacati, contro Spinetta colpevole di "opportunismo" (qualcuno dimentica che Air France non è il Tesoro; Air France è una società-colosso che cerca, ovviamente, di fare buoni affari).
Una dichiarazione di un dipendente Alitalia mi ha in particolar modo colpito:
"Con Air France sarà diverso... faremo dei sacrifici; lavorare di più e prendere qualcosa in meno".
Dopo tale affermazione ho capito molte cose. Ho capito perchè Spinetta se ne è andato e perchè l'azienda perde ogni giorno.
Stupiti? Un disastro inevitabile, una logica conseguenza, il crollo di un'azienda "peso" mantenuta dai contribuenti. Questo perchè?
Siamo nel 2008 e ancora qui non si capisce la parola MERCATO.
Sono tre le leggi che governano Alitalia:
1 Il sindacato è imperante. Lavorare di meno e guadagnare di più.
2 Managment assente. Spendiamo, facciamo la bella vita. Se si creano buchi ci pensa lo Stato.
3 Politica attiva. Sistemiamo qualcuno che ci fa comodo in Alitalia. Regaliamo soldi, garantiamo l'occupazione in eccesso così avremo i voti assicurati.
4 Concorrenza? A noi non serve essere competitivi. A noi interessa uno stipendio a fine mese. Me ne frego se il biglietto costa 45 euro più degli altri... mica ci perdo io.
Sinceramente mi viene la nausea a parlare di Giancarlo Cimoli ma lo farò lo stesso.
Il buon Cimoli è l'emblema della politica (e della bricconeria) nel mercato...Nel 1996 il governo Prodi lo sceglie come risanatore delle Ferrovie dello Stato dopo la discutibile gestione di Lorenzo Necci, coinvolto nell'inchiesta mani pulite. Guida il gruppo ferroviario per otto anni (ma dal 1998 al 2001 la presidenza è di Claudio Demattè) procedendo ad uno snellimento del personale ed alla societarizzazione delle varie attività. Durante il suo mandato nascono Trenitalia, RFI, Grandi Stazioni. Per un breve periodo il Tesoro gli affianca come presidente l'economista Claudio Demattè, ex presidente della Rai e rettore della Luiss; i risultati della sua amministrazione sono deleteri e portano le Ferrovie Italiane al disastro economico e ad una totale inefficienza del servizio. Lascia FS nel 2004 con un premio di buona uscita di 6 milioni e 700.000 euro e viene nominato al vertice della compagnia Alitalia.
Per il risanamento della compagnia aerea, Cimoli realizza il "Piano industriale 2005-2008", che avrebbe avuto l'obiettivo di riportare in attivo i conti a partire dal bilancio 2006. Pressato dalla Consob che chiede una gestione trasparente durante l'iter della privatizzazione della compagnia, Cimoli all'inizio 2007 stima in circa 380 milioni di euro il rosso per l'esercizio dell'anno precedente. La gestione Cimoli non piace ai sindacati che hanno chiesto ripetutamente al governo il suo avvicendamento. Nel febbraio 2007 il Governo Prodi constata la crisi della compagnia aerea prossima al fallimento a cui l'ha condotta Cimoli. (da Wikipedia)
Chiedo a Veltroni, Berlusconi, Bonanni, ecc. avete ancora qualcosa da dire su Alitalia?
L'azienda merita il suo destino. Se non accetta la proposta di Spinetta è giusto che fallisca. Tutti lo sapevano che sarebbe finita così; però nessuno si è scottato le mani con le "scelte impopolari" di risanamento; si è preferito mangiare alla tavola di mamma Alitalia (forse andava bene così).
Ora, in campagna elettorale, tutti sono preoccupati... i sindacati sono preoccupati... tutti sono preoccupati...
Benvenuti nella concorrenza!!!
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